FOTODINAMISMO

FOTODINAMISMO FUTURISTA

Il grande successo della  ritrattistica fotografica ebbe un notevole apprezzamento nel mercato delle arti visive che con un eccessivo ottimismo si accennò ad un nuovo classicismo figurativo. Successivamente fu legittimata la fotografia naturalistica con chiare attitudini pre- impressioniste.

 Ma già con gli impressionisti avvenne la primissima manipolazione dell’immagine fotografica con semplici interventi; far oscillare lievemente il cavalletto prima dello scatto, oppure mettere davanti all’obiettivo sostanze oleose. Nei primi decenni del novecento si concretizza una ricerca visiva-dinamica  con il Fotodinamismo Futurista di Anton Giulio Bragaglia. Dall’America Alfred Stieglitz  capo del gurppo  Photo-Secession con l’ausilio di piccoli apparecchi portatili cercava con scatti violenti ed istantanei, di immortalare visioni cubiste presenti nella realtà. Successivamente i dadaisti iniziarono a manipolare l’immagine attraverso la camera oscura dando largo spazio al fotomontaggio e al collage, sviluppando la poetica della casualità.

Le manipolazioni digitali poi appartengono alla attuale quotidianità.Tra le diversericerche sopraindicate il Fotodinamismo riesce a trasmettere maggiore interesse. In primo piano viene inserito il movimento del soggetto in movimento, in particolare risulta determinante immortalare il moltiplicarsi della sagoma in diverse successioni. Creare in un’unica immagine una sorte di collage di tanti fotogrammi rende attuabile un dinamismo iconografico. Ma la ricerca fotografica di Bragaglia non ebbe un particolare consenso forse perché la cinematografia rendeva meglio il concetto di movimento che era l’essenza del Futurismo,ma anche perché i futuristi tenevano la fotografia in poco o nessun conto (Exibart / I futuristi:contro la fotografia? Claudio Marra 10/04/09).Comunque la pubblicazione del libro scritto da Bragaglia, intitolato proprio “Fotodinamismo Futurista” scatenò un definitivo rinnego della teoria di Anton Giulio all’interno del movimento futurista.Scrive il pittore Boccioni a Sporvieri, direttore della galleria romana di via del Tritone impegnato nell’allestimento di una mostra futurista: “Mi raccomando, te lo scrivo a nome degli amici futuristi, escludi qualsiasi contatto con la fotodinamica del Bragaglia…” .(http://www.cultframe.com/lafotografiaelealtriarti/Futurismoefotografia)

Personalmente considero il Fotodinamismo di Bragaglia di una estrema contemporaneità per una nuova visione della realtà che sfugge alla percezione del nostro occhio. E’ un diverso modo di puntare l’obiettivo fotografico sulla realtà. Il contributo che ha ricevuto l’evoluzione espressiva della produzione fotografica è stato senza ombra di dubbio notevole. E’ da diversi anni che considero l’entusiasmo della ricerca di Bragaglia una chiara sollecitazione ad approfondire la sperimentazione del dinamismo nel prodotto fotografico. La rappresentazione multipla della traiettoria del movimento riesce a sviluppare una alternanza di piani che intersecandosi con ulteriori superfici stabiliscono contemporaneamente una forza dinamica e una notevole valenza cromatica.

PROGETTO ESPOSIZIONE FOTOGRAFIE DI FOTODINAMICA FUTURISTA

Realizzazione 

L’obiettivo quindi, è di sviluppare solo con l’ausilio della macchina digitale, cioè senza nessun’altra manipolazione, visioni alterate della realtà. Estrapolare dal reale, scenari veri che sfuggono alla percezione del nostro occhio perché sconnessi, scorretti, accavallati ma appartenenti legittimamente al reale. L’intero progetto di fotodinamismo futurista viene suddiviso in tre esposizioni:Fotodinamismo Urbano / Fotodinamismo Rosa FotodinamismoUniversale.

Parte del progetto è stato esposto in diversi spazi espositivi riscontrando sostanziali apprezzamenti.

La rappresentazione multipla della traiettoria del movimento riesce a sviluppare una alternanza di piani che intersecandosi con ulteriori superfici stabiliscono contemporaneamente una forza dinamica e una notevole valenza cromatica.

Tecnica fotografica

In primo piano viene inserito il movimento del soggetto in movimento, in particolare risulta determinante immortalare il moltiplicarsi della sagoma in diverse successioni. Creare in un’unica immagine una sorte di collage di tanti fotogrammi rende attuabile un dinamismo iconografico. Il procedimento tecnico, precedentemente programmato, tende a sviluppare le alterazioni desiderate con un equilibrato rapporto luce-tempo di esposizione che necessariamente deve tendere a sviluppare immagini veloci indirizzate su diversi e alterni punti di vista. La composizione per possedere un giusto equilibrio deve necessariamente racchiudere una omogenea simmetria. L’inquadratura deve essere divisa, da un angolo a quello opposto dalle diagonali, mentre le linee verticali e orizzontali sovrapposte creano numerosi rettangoli irregolari.

Inoltre le rette verticali contribuiscono ad innalzare la composizione che può essere ulteriormente aumentata in una posizione di estreme veduta dal basso, mentre la stabilità viene trasmessa dalle rette orizzontali. Una ottimale percentuale di valore estetico può essere raggiunto dalla profondità che viene evidenziata dalle linee proiettate in un  punto di vista che eccezionalmente per raggiungere un desiderato effetto di sovrapposizione viene affiancato ad altri punti convergenti. L’oscillazione dello scatto fra i diversi punti riuscirà con diversi tentativi a creare con la sovrapposizione una moltiplicazione di tutte le linee; verticali, orizzontali ed oblique.

Petrucci Pasquale ©

 
 

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